Sala Stampa 2018-02-05T12:36:26+00:00
Fattoria Paradiso è stata l’artefice del risveglio enologico romagnolo

Ubicata in altitudine media, sul primo gradino dell’Appennino tosco-romagnolo affacciato al mare Adriatico, è assistitaoltre che da un congeniale microclima, dall’amore che la famiglia Pezzi ha sempre nutrito per la vite in particolare (oltre al Sangiovese) per il Barbarossa, fiore all’occhiello aziendale, il Pagadebit e la Cagnina, vitigni di cui si era persa ogni traccia e che vennero restituiti al patrimonio regionale (1960) e che in seguito ottennero la D.O.C. la Vigna delle Lepri.

Altro primato, nei primi anni ’70, la creazione del Sangiovese Vigna delle Lepri, prima riserva in assoluto di Sangiovese in purezza, consacrando ufficialmente la longevità di questo vino col la Manifestazione titolata dalla stampa nazionale “La Pasqua del Sangiovese” in cui cinquemila bottiglie “delle Lepri” stivate in una nevaia della villa nell’estate del ’79 tornarono alla luce ed al piacere della tavola il 9 giugno del 1985. il vitigno “Barbarossa” E’ senza dubbio il fiore all’occhiello di Fattoria Paradiso. Mario Pezzi individuò una pianta differente dalle altre nell’estate del 1954 durante una camminata di assaggio delle uve pre-raccolta in una vecchia vigna ormai destinata alla ruspa.

Non riuscendo a catalogarne la varietà ed essendo stupito dalla dolcezza di quell’uva nonché della sua elegante freschezza decise di chiedere consiglio prima all’Istituto Agrario di Cesena e poi successivamente alle facoltà di viticultura ed enologia di S. Michele all’Adige e di Conegliano. Il risultato: nessuna assimilazione varietale con altre varietà già catalogate.

Di lì poi la conferma del DNA. Probabilmente si tratta di una varietà antica non catalogata o un incrocio naturale come ne possono esistere decine in natura… non si sa. Mario Pezzi decise di propagare questa vite creandone un piccolo vigneto. Nel 1968 vinificò la prima vendemmia creando un emblema che oggi è presente nelle più importanti tavole del mondo.

Decise di chiamare l’uva (e poi il vino) “Barbarossa” in memoria del fulvo imperatore Federico Barbarossa che soggiornò nel castello di Bertinoro durante il medioevo. Ancora oggi l’annata ’68 si presenta elegante e vivace.

Fattoria Paradiso è soprannominata “il Salotto Culturale della Romagna”

La Fattoria Paradiso, già “Castello Ugarte Lovatelli”, si eleva su di un poggio solare che affianca la medioevale Bertinoro. Antichi documenti ne lasciano presumere l’origine nel secolo XV°, anche se non può escludersi l’epoca romana.

L’ubicazione del poggio sovrastante la via Emilia, infatti, unitamente a vestigia del tempo restituite dal terreno che oggi ospita la “Vigna Molino”, inducono a ritenerli uno strategico punto di osservazione dei carriaggi in transito sulla Consolare e sede di ville di campagna dell’epoca. Villa e terreni annessi, proprietà della Contessa Gabriella Ugarte Lovatelli, ultima erede dell’omonima famiglia patrizia, furono acquistati dalla famiglia Pezzi, alla fine del secolo XIX°.

L’antica dimora è legata alla nascita di Marco Palmezzano, discepolo del Melozzo da Forlì. Lo confermano le iniziali del maestro “MP” scolpite sul frontone in pietra del monumentale camino dell’appartamento che la Fattoria Paradiso riserva ai suoi ospiti illustri. Amiamo ricordare fra gli altri lo scultore Giacomo MANZU’, l’ambasciatrice americana Dina LUCE, gli artisti Vittorio GASSMAN, Ugo TOGNAZZI, Gino BRAMIERI, Walter CHIARI ed Ave NINCHI, lo scrittore Julien GREEN, il premio nobel Dario FO’, lo scrittore e poeta Antony BURGES, l’attore americano Danny KEY, l’astronauta russa Valentina TERESKOVA, e l’americana Karhin THORTON ed innumerevoli personaggi dell’arte, della cultura, del teatro, del cinema, della politica.

Queste presenze ed il frequente succedersi di cenacoli, tavole rotonde, conferenze, concerti e manifestazioni di varia cultura, che i Pezzi hanno sempre signorilmente ospitato in ambienti di grande distinzione e capacità ricettiva, hanno reso meritoria la Fattoria Paradiso del titolo di “Salotto culturale della Romagna”.

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Prima Riserva di Sangiovese prodotta in Romagna

Sangiovese Grosso biotipo “Biondi Santi”

Prima riserva di Sangiovese prodotta in Romagna (1970).

Vigneto piantato nel 1960.

Riconosciuto Cru “catastalmente”.

Fronte Appennino – schiena verso il mare adriatico, bosco di cipressi e mimose.

Vigneto che viene restaurato reimpiantato ma mai abbattuto.

 Barbarossa storico vitigno ritrovato a Fattoria Paradiso

Un tempo la maturità delle uve si verificava camminando i vigneti, controllando gli zuccheri con un semplice rifrattometro e soprattutto osservando la pianta, sbucciando l’uva masticandola e “sputandola” simulando la pigiatura per verificarne il colore. Così, nel 1955 Mario Pezzi si accorse di questa varietà.
Incuriosito la propagò e ne verificò la unicità attraverso il test del DNA. La chiamò “Barbarossa” in onore dell’imperatore che abitò per alcuni anni il castello di Bertinoro. Un vino con la spiccata caratteristica di ciliegia e kirsch, grande aromaticità, freschezza e capacità di sfidare il tempo.
Ancora oggi bottiglie della prima vendemmia (1968) sono in grande spolvero. Essendo di matrice aromatica, viene vinificato in acciaio e riposa per 16-18 mesi in botti di cemento interrate per poi affinarsi 1 anno circa in bottiglia.

La tradizione

Grazie all’antica filosofia agricola ereditata da Mario Pezzi e vissuta nel costante, corretto equilibrio fra tecniche passate e recenti, convivono all’interno di una cantina storica ma all’avanguardia, serbatoi d’acciaio, di cemento, barriques e tonnaux di classica fattura bordolese e le grandi botti di rovere di Slavonia tanto amate dal Sangiovese.
I legni vengono utilizzati non per “bellezza” e nemmeno (come comunemente si pensa) per “insaporire il vino”; il legno deve “galleggiare” nel vino, senza invaderne il frutto e la sua freschezza. La botte in FP rappresenta ancora oggi non la differenza tra un vino giovane ed una riserva bensì la stabilizzazione che completa l’opera di un grande vino rosso proiettandolo, vendemmia dopo vendemmia, verso longevità incredibili.

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Vini da Cru
– Monovarietali da vigneti singoli di proprietà

classificati “Cru”.

Grandi Classici
– Monovarietali e blend da vigneti di

proprietà.

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Due Cascine Coloniche rigorosamente ristrutturate con camere ed appartamenti autonomi.Un ampio solarium con due piscine a sfioro immerse tra la Vigna del Molino e la Vigna del Dosso (Barbarossa). Il Museo del Vino che rappresenta una delle piu’ belle collezioni italiane di bottiglie storiche si affianca al Museo di Civiltà Contadina e di Auto e Moto d’Epoca.

Infine la Locanda Gradisca, anch’essa sorta nel verde dei vigneti aziendali: il locale aziendale di pura ispirazione Artusiana in cui i vinidi FP vengono abbinati sapiente,ente per una
esperienza a 360°.

Visite

Fattoria Paradiso mette a disposizione dei suoi clienti visite guidate alle vigne e alle cantine di produzione del vino che lavorano da oltre mezzo secolo.

È inoltre possibile visitate il Museo del Vino, il Museo di Civiltà Contadina, il Museo di Auto e Moto d’epoca.

Si effettuano visite dell’azienda e delle sue sale di esposizione su prenotazione.

È possibile riservare un tour od organizzare una giornata di degustazione nelle nostre cantine.

Gli orari di apertura sono:

Lunedì – Domenica: 9.00 – 19.00

Pernottamento

La Fattoria Paradiso mette a disposizioni dei suoi visitatori un’ampia scelta di camere, suite ed appartamenti per un’affascinante villeggiatura tra le sue vigne, ai piedi del colle di Bertinoro.

Ristorante

Fattoria Paradiso offre la possibilità di organizzare cene private su prenotazione.

Orari di apertura:

Lunedì – Domenica: 19.00 – 23.00

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